Generazione Y, la mia


Quando ero piccola sono cresciuta con la mia nonna materna, lei per me ha avuto molta influenza e per certi versi mi ha fatto da genitore. Mia nonna è una contadina che, nel primo dopoguerra, si è sposata e ha figliato. E' cattolica perché le hanno detto di essere cattolica, non sa bene spiegare perché ma sa che le cose stanno così. Ovviamente non concepisce niente di diverso, è una tipica abitante dei monti lepini con la terza elementare; mi ricordo ad esempio una volta dopo un'altra interminabile discussione con i parenti in cui mi dichiaravo non cristiana che mi disse "ah no? E che sei? Una scimmia?" Quella è stata probabilmente la prima volta in cui pensai che non appartenevo esattamente al luogo dove provenivo, anzi per niente.

Questo è un punto di rottura con le generazioni precedenti. Essendo noi del 90' , quelli che ebbero per primi l'accesso ad internet siamo anche stati i primi a cui sono state passate informazioni diverse da quelle che giravano nel quartiere o che erano reperibili in biblioteca. 

La nostra istruzione è stata identica ovviamente a quella di ogni annata precedente ma cambiarono le collateralità di questa istruzione. Tutta una serie di nozioni - spesso in contraddizione col programma scolastico e con quello che passava la tv "canonica" - che fecero sorgere in noi tutta una serie di domande a cui però non ha fatto seguito nessuna risposta. 

Mi viene in mente un passo di La scuola cattolica di Albinati che parla del periodo 70-80 e fa "La scuola ai tempi di Arbus e miei era ancora per molti versi quella del dopoguerra (ma quanto è andato avanti ’sto benedetto dopoguerra, e soprattutto, quand’è che ha finito di finire?)"  Ecco, per noi del 90' non era cosi, per niente. Era piuttosto il contrario, sembrava che il mondo fosse lanciato nel futuro, c'era questo sapore di nuovo millennio nell'aria, anche se poi si è rivelato solo un fuoco di paglia.

Tu sei piccola che ne vuoi capire, sei donna che ne vuoi capire, sono stati un ritornello intramontabile nella mia adolescenza e successivamente nella mia vita di giovane ragazza. Sentirselo dire da un matusalemme talmente incartapecorito che ogni mattina debbono  levarlo dalla formaldeide, è ogni volta una meravigliosa dimostrazione che al mondo parla solo chi ormai non ha più niente da dire. Sono gli stessi che poi ti dicono sai, ho votato tizio perché ha promesso il posto in fabbrica a mio figlio. Bleh.

Siamo poi venuti in contatto con i social, che all'epoca non si chiamavano social. A 8 anni avevo in mano il mio primo Alcatel, avevo poco dopo anche il pc e presto installai MSN, poi myspace, netlog e infine come tutti Facebook nel 2009.

La cultura fluiva libera come non lo era mai stata, ascoltavo musica assurda , molto prima che si chiamasse indie o che esistessero gli hipster, mi piaceva perché era impegnata politicamente e ce l'aveva con tutti. Ovviamente come ogni adolescente al suo apice avevo ideali altissimi e non ero disposta a nessun compromesso, se ci penso ovviamente mi viene da ridere visto che in seguito ho accettato moltissimi compromessi tra cui contratti salariali svantaggiosi, buste paga false, turni svilenti e a nero e molte altre belle cose che il futuro mi ha riservato.




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